FOTOVOLTAICO CONDOMINIALE: INFORMAZIONI E CONSIGLI PER L’USO




Gli Incentivi per gli Impianti Fotovoltaici Condominiali

Il NUOVO CONTO TERMICO (vedi articoli precedenti) premia gli edifici condominiali che si attrezzino producendo per sé stessi energia pulita, mediante pannelli fotovoltaici, includendo la categoria condominiale tra quei soggetti privilegiati che godono di tariffe incentivanti agevolate.

Gli impianti realizzati sulle superfici condominiali, infatti, qualsiasi sia la loro tipologia, vengono considerati come totalmente integrati e ottengono così
il riconoscimento massimo degli incentivi statali, adeguati alla potenza dell’impianto.




Cos’è il fotovoltaico condominiale?

Il fotovoltaico per il condominio si distingue in di due tipologie:

  • Impianto per le parti comuni (che fornisce energia per le sole parti condominiali: luci, scale, ascensore, pompa dell’acqua, irrigazione,…)
  • Impianto per uso personale (il singolo proprietario di un appartamento installa sul tetto condominiale l’impianto che servirà solo i suoi fabbisogni energetici
Per entrambi i casi la normativa di riferimento è la cd “Riforma del condominio” entrata in vigore il 18 giugno 2013 e che modifica alcuni articoli del codice civile che regolano gli impianti condominiali da fonti rinnovabili (in particorare l’Art. 1120 c.c. per gli impianti centralizzati e l’Art. 1122 c.c. per gli impianti al servizio delle singole unità abitative condominiali).
(Rieditato da: ENRE Energy & Resources - Impianti Fotovoltaici Milano )

Di seguito citiamo l’articolo 5 della legge, che dice in merito alla installazione del fotovoltaico in condominio:


“I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136* [del codice civile], possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:

1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrita’ degli edifici e degli impianti;
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio, nonchè per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;
3) l’installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.


L’amministratore e’ tenuto a convocare l’assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all’adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l’amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni

(*: maggioranza dei condomini che rappresenta almeno la metà del valore del condominio).”
(Rieditato da: ENRE Energy & Resources - Impianti Fotovoltaici Milano )


Quindi: per installare un impianto fotovoltaico in condominio, per le parti comuni, un singolo abitante può presentare la sua proposta all’amministratore che, entro 30 giorni, è tenuto convocare l’assemblea condominiale per discutere la proposta in plenaria. La proposta, per essere approvata, deve però passare dalla maggioranza degli intervenuti all’assemblea condominiale che rappresenti almeno la metà del valore totale del condominio. Ogni abitante, infatti, ha una quota di proprietà espressa in millesimi.

Chi decide, quindi, sul fotovoltaico in condominio per le parti comuni? Decide “la maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresentino almeno il 50% della proprietà dell’edificio”. Attenzione: non la maggioranza dei condòmini, ma la maggioranza degli “intervenuti all’assemblea”.

Per quanto riguarda l’impianto fotovoltaico per singola unità abitativa, come già anticipato, la normativa lo consente espressamente: tra le novità prospettate infatti è prevista anche quella di realizzare un impianto fotovoltaico su parti comuni condominiali, ma a beneficio personale.

E’ possibile quindi mettere il fotovoltaico ad uso personale sfruttando parti comuni o parti private dell’edificio: pezzi di lastrico solare, balaustre, balconi, pensiline, ecc… In questo caso, oltretutto, non è neanche più necessaria alcuna autorizzazione comunale.

Previa la necessaria e preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale e dell’amministratore, qualsiasi abitante del condominio può realizzare “in autonomia” il proprio impianto fotovoltaico, anche utilizzando parti comuni.

Se nessuno manifesta un esplicito dissenso ai lavori, l’impianto potrà essere realizzato senza problemi. In caso contrario il progetto per l’installazione del fotovoltaico potrà essere modificato dall’assemblea condominiale.

In ogni caso l’impianto fotovoltaico condominiale non deve modificare nè mettere a rischio parti strutturali dell’edificio e non deve procurare danni architettonici o danni al decoro del condominio.

Per installare il fotovoltaico in condominio al servizio di singole unità abitative è prevista inoltre la possibilità di suddividere il lastrico solare (il tetto) in parti uguali tra i condòmini, per la realizzazione del proprio impianto ad uso individuale. Ogni condòmino deve garantire il passaggio sul proprio pezzo di tetto per lo svolgimento di qualsiasi lavoro.

Infine, le recenti modifiche legislative assegnano al condòmino proprietario del sottotetto la piena facoltà di installare il proprio impianto direttamente sulla porzione di tetto che sovrasta l’area di sua proprietà.
(Rieditato da: ENRE Energy & Resources - Impianti Fotovoltaici Milano )

Chi gestisce i proventi derivanti dall'impianto condominiale?

Qualora il condominio si limiti ad installare un impianto di potenza fino a 20 kW destinato prevalentemente all'autoconsumo, non si può ritenere che esso svolga un'attività di tipo commerciale abituale nel caso dovesse avere delle eccedenze di energia prodotta rispetto al fabbisogno, e quindi immesse in rete mediante servizio di scambio sul posto.

Gli eventuali proventi derivanti dall'energia in eccesso quindi dovranno semplicemente essere attribuiti ai singoli condomini in proporzione ai millesimi e verranno tassati in capo ai condomini stessi, come redditi diversi ai sensi di quanto previsto dall'articolo 67, comma 1, lettera i) del TUIR.

Contattateci per ulteriori informazioni: fa parte del nostro lavoro la consulenza gratuita fornita ad amministratori condominiali o agli stessi condomini, per discutere sulla approvazione di un impianto fotovoltaico da realizzare su di un tetto, su di una fila di box o per la costruzione di una pensilina/parcheggio che produca energia.

(Rieditato da: ENRE Energy & Resources - Impianti Fotovoltaici Milano )